Hector Lavoe, la storia della salsa

di Massimiliano Raso

Domingo Quiñones ha detto: "Nell'opera si tratta di piangere e ridere, perché così era la vita di Hector, mai un equilibrio perfetto, era o ridere per non piangere o piangere." Il 29 giugno del 1993, ancora quarantenne, muore Hector Lavoe, tra i più grandi cantanti latinoamericani di tutti i tempi, lascia un solco profondo nella musica più amata degli anni settanta e ottanta, la Salsa. Cinque anni prima si era gettato dal balcone di una stanza d'albergo riportando gravi disabilità che lo resero incapace anche semplicemente di cantare. Si è discusso molto, del resto, sul perché del disperato gesto suicida e molte sono le teorie in merito la sua dannata vita. E' il 7 maggio del 1987 quando Tito Junior, il figlio nato dalla storia con Nilda Roman, muore con un colpo di pistola mentre gioca con un'arma insieme ad un amico. Un dramma che spingerà il cantante Tito Nieves a dire: "Quello che lo distrusse, che gli uccise il cuore, fu la morte di suo figlio... Hector Lavoe fu presente in carne ed ossa, ma la sua anima morì." Chi è Héctor Juan Pérez Martínez, detto Lavoe, la voce? Considerato il "John Lennon latinoamericano", Hector è stato il più giovane interprete della Salsa nell'atto della sua nascita, un cantante che vive un ventennio di esperienze umane e artistiche tanto tragiche quanto maledettamente straordinarie coinvolgendo nella sua parabola ascensionale i maggiori protagonisti della grande cultura latina del pianeta, la Salsa. Anche se non è fuggito al suo destino, la vita lo ha condannato, per ogni grande successo, infatti, una tragedia è lì dietro l'angolo ad aspettarlo. I riflettori sulla sua straordinaria vita di cantante sono stati accesi negli anni duemila grazie ad una pellicola cinematografica. Nel 2002 Nilda Roman "Puchi", la moglie di Hector, viene intervistata per la realizzazione del film a lui dedicato dal titolo "El Cantante", diretto da Leon Ichaso. Tralasciando la critica più o meno graffiante, il film ci ha ribadito, come se non bastasse, lo spaccato di vita di un cantante alle prese con la droga, il sesso e l'alcool, con la musica che di fatto Hector ci ha lasciato quale patrimonio dell'umanità. Una persona depressa, tossicodipendete, malato della musica che portò alla ribalta, tanto negativo come persona umana quanto fragile nel vivo di una grande ascesa artistica forse troppo rapida per i suoi tempi. Durante gli anni Settanta, un genere musicale chiamato Salsa, esplode per le strade di New York, Hector diventa l'emblema del nuovo sound. La sua voce infiamma la gente, ama ricordare "Puchi", lui riesce a riempire tutto il Madison Square Garden come pochi, ed ogni locale dove si esibisce è pieno all'inverosimile. La gente lo ama, anche se lui non se ne rende conto. A New York conosce Willie Colon, già celebre trombonista, e comincia con lui una stretta collaborazione e amicizia realizzando album quali "La gran fuga", "Cosa nostra", "Lo mato", "El juicio". Iniziano i meravigliosi anni settanta americani in cui la musica si fonde e si perfeziona grazie a personaggi ecclettici promossi da etichette discografiche a volte disposte a tutto per far quadrare i bilanci disastratati. La Fania Records è leader a New york in quegli anni dei latini e vuole imporsi su altri generi musicali: organizza concerti per promuovere i suoi artisti e le jam session nella cosiddetta "Fania All Stars" di cui saranno protagonisti Cheo Feliciano, Ricardo Ray, Bobby Cruz, Pete "El Conde" Rodriguez, Celia Cruz, Willie Colon, Ismael Miranda Ruben Blades, Hector Lavoe. L'urbanizzazione delle città sudamericane, la forte alluvione migratoria dei "latinos" verso l'America e la conseguente nascita di ghetti metropolitani (i barrios) fanno della Salsa un fenomeno "de la calle" in cui Hector si muove bene in tutta la sua complicata esistenza e diventa pioniere nel ridefinire la musica latina unendo la tradizione sudamericana alla cosiddetta street music. Hector continua a lavorare fino ai primi anni ottanta ad un ritmo impressionante fino a raggiungere la fase discendente della sua stella quando una serie di tragedie familiari, tra cui la morte di un figlio, problemi di droga, perdita di popolarità, lo spingono a ricominciare nella sua Puertorico. Ma dopo la sospensione del concerto a Bayamon, Hector Lavoe è troppo affranto, si lancia dal 10 piano dell'Hotel "El condado". Del "cantante dei cantanti" resta la sua voce, la sua storia, la sua musica ballabile che emoziona, una parentesi di vita troppo breve che merita oggigiorno maggiore attenzione e valorizzazione attraverso tributi ed eventi speciali in sua memoria, affinchè ancora una volta si possano vedere folle oceaniche di appassionati in delirio per la sua grande voce di cantante di Salsa.

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